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Dramma migranti: polemica Parigi-Galiano

  • Scritto da

    Francesco Saitta

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L'attacco a Galiano di Parigi: Pirotta e Saitta (PD), brutta strumentalizzazione

Le parole di Alberto Parigi sono gratuite, fuoriluogo e strumentali. Un intervento scomposto sui social prima e sul giornale poi che sarebbe stato meglio evitare

dicono i consiglieri del Partito Democratico intervengono sulla polemica accesa da Alberto Parigi dopo le parole del professore Enrico Galiano che si è esposto pubblicamente a difesa del valore del rispetto delle vite umane stroncate nelle rotte dei migranti.

La politica per i greci era l’arte che atteneva alla città stato. Significa prendersi cura del bene comune, della collettività. Per poter prendersene cura è indispensabile la formazione del pensiero critico, del saper pensare con la propria testa, scandalizzandosi davanti alle ingiustizie, agli abusi invece di rimanere apatici e indifferenti. Onore ad ogni insegnante, professore che riesce ad accendere curiosità e passione verso un mondo che diventa sempre più apatico. Per tale ragione trovo grave l’esternazione del Vicesindaco Parigi che invece di occuparsi di alimentare la cultura, di occuparsi di come migliorare i servizi scolastici, l’offerta del servizio nido, trova il tempo di attaccare un professore, fiore all’occhiello del nostro territorio, solo perché lotta contro l’indifferenza e guida gli studenti a maturare un senso critico.

dichiara Irene Pirotta, consigliere comunale del Partito Democratico.

Il consigliere dem Francesco Saitta insiste sul merito delle parole scritte da Parigi e rimarca l'inopportunità dell'intervento

Colpisce l'attacco gratuito di Alberto Parigi, in veste di esponente di spicco della Destra pordenonese, che incentra il suo intervento sulle parole del prof. Galiano sull'educazione alla verità. Sbaglia però, Parigi: non si impone la verità, proprio non si può, Galiano lo sa bene quando dice di voler mettere i ragazzi attorno a un tavolo e ascoltare cosa hanno da dire. La verità si ricerca, e si educa alla sua ricerca, i ragazzi poi "vedranno da soli". L'accusa implicita di non mostrare tutte le fonti e le opinioni è un tentativo di rovesciare la medaglia che abbiamo imparato a conoscere in questi anni e che non possiamo condividere. Bisogna sempre rispettare il punto di vista altrui ma non si può accettare che si soprassieda al rispetto della vita umana e dei nostri valori per mere strumentalizzazioni politiche. Spesso, questa volta in particolare, la scelta del silenzio sarebbe stata certo più felice rispetto alle dichiarazioni fatte solo per dare un po' di vento alla propria bandierina.

Nel merito dell'origine della vicenda invece, le parole del ministro Piantedosi sono gravi per ogni persona che abbia conservato un minimo di umanità. Il Ministro, in riferimento alla Strage di Crotone, ha dichiarato che “la disperazione non giustifica i viaggi che mettono in pericolo i figli”. La disperazione porta moltissime persone a mettersi in mare perché più sicuro della terra. Non ci sono profughi di serie A o B. Ci sono persone che lasciano beni, luoghi e affetti nella speranza di una vita migliore che non abbia morte, violenza e guerre. Questa realtà e l'atteggiamento che la nostra società deve avere nei confronti di queste persone prescinde dal giudizio e dalle azioni che si possono intraprendere sul dramma al contorno degli schiavisti e torturatori che incontrano nel loro percorso. L’assessore auspica forse l’ignoranza? L’indifferenza? Perché i fenomeni vanno compresi nell’interezza per capire che c’è un comune denominatore nelle persone che affrontano i viaggi della speranza, indipendentemente che siano partiti dall’Africa, dall’Ucraina o dall'Istria

Concludono i due consiglieri.