politica Pordenone educazione torre blog 2023 asili nido

Nidi a Pordenone, non serviva la sfera di cristallo

  • Scritto da

    Francesco Saitta

Condividi

Asili nido: Saitta e Pirotta (PD), serve visione d’insieme e programmazione

“La situazione degli asili nido sul nostro territorio sembra paradossale ma non è una novità. In un momento di calo demografico in cui molte scuole elementari, rischiano la chiusura o un forte ridimensionamento . Anche le scuole dell’infanzia subiscono questo problema. Al contrario, gli asili nido non riescono a soddisfare le richieste. Non è questione di sfera di cristallo, è un problema di lettura della situazione e programmazione adeguata” sostiene il consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Saitta che prosegue

“Già durante la discussione delle linee programmatiche della giunta pordenonese avevo messo in luce la questione degli asili nido mettendo in evidenza un obiettivo fuori bersaglio dell’amministrazione che era <<rafforzare gli accreditamenti e implementare la qualità e l’eccellenza>>. Bene, nessuna famiglia lamenta mancanza di qualità nel servizio, piuttosto richiede un suo ampliamento e una disponibilità più ampia di quella attuale. Si tratta di saper leggere la situazione attuale e indirizzare risorse là dove serve. Cosa evidentemente non accaduta con il nuovo nido a Torre. La nostra società non regge più l’assistenza della prima infanzia in ambito familiare, i figli vengono concepiti in età sempre più avanzata e la rete parentale invecchia – teniamo anche conto che l’età di pensionamento dei “nonni” si alza sempre più e quando si ha tempo a disposizione non si ha più energia – e c’è la necessità di un servizio più strutturato.”

La consigliera Irene Pirotta ricorda invece che “nella discussione sulla variante per il nuovo asilo nido già il 21 novembre 2022 avevo contestato la carenza di visione dell’amministrazione per realizzare un nuovo asilo nido a 1,5 km da quello già esistente. Contestazione che era stata anche alimentata dalle informazioni difformi fornite prima in Commissione , con la dichiarazione di realizzare un nuovo nido da 60 posti, contraddette poi in Consiglio Comunale per cui l’asilo nido “l’Aquilone” sarebbe solo stato spostato per aumentare l’offerta di appena 20 posti.”

“L’amministrazione, e in particolare l’assessore Parigi, dimostra di essere su un altro pianeta rispetto ai problemi reali delle famiglie. Non è da meno l’assessore Cabibbo che dovrebbe pensare ai lavori pubblici di Pordenone invece di guardare a Trieste. Dovrebbero essere i primi a rendersi conto che la domanda può essere soddisfatta solo con l’aumento dei servizi e quindi l’assunzione di personale. Un’opera che costerà, di fatto, 75.000 per ogni posto aggiuntivo. Economicamente sarebbe stato più vantaggioso prevedere un ampliamento o riqualificare strutture esistenti, come l’asilo nido di Largo Cervignano. Perché è evidente a tutti che costruire un nuovo nido, in via Musile, su un campetto da calcio, per realizzare 20 posti non è la stessa cosa che costruire un nuovo edificio per 60 posti, senza tener conto che la posizione logistica di un luogo incide anche sulla continuità educativa del luogo stesso” rimarca Pirotta.

Concludendo i consiglieri dem mettono anche in luce gli aspetti educativi degli istituti per la prima infanzia

“Un sistema strutturato 0-3 anni, che si colleghi con le scuole dell’infanzia che ormai sono elemento strutturale del percorso formativo dei bambini, non è solo supporto organizzativo alle famiglie ma anche elemento educativo fondamentale per la costruzione di una capacità di relazione con sé stessi e gli altri adatta ai tempi che stiamo vivendo. Non dobbiamo sottovalutare questo passaggio ma comprendere le necessità della società che abbiamo davanti strutturando ragionamenti e azioni che partano dai dati concreti, la denatalità, l’invecchiamento della popolazione, i numeri delle famiglie, e possano farci cambiare passo nelle politiche educative e familiari”