La concretizzazione del progetto dell’Università che si amplia nel centro di Pordenone è un’occasione per una progettazione armonica di sviluppo armonico della città, al centro della quale dovrà esserci l’amministrazione comunale.
Il presidente del Consorzio Paolo Candotti in una recente intervista ha messo in evidenza alcuni punti importanti attorno ai quali devono svilupparsi ragionamenti che per la città: la proposta dei contenuti e la mobilità e i servizi a favore di docenti e studenti.
E resta sempre il nodo degli alloggi, strettamente connesso a una questione abitativa più ampia che si stratifica a diversi livelli sociali.
Tutti elementi su cui anche il nostro gruppo politico ha spesso messo a fuoco le criticità e proposto piste di lavoro; se si vuole davvero pensare armonicamente a Pordenone, con un filo logico che vada oltre ad un insieme di cantieri permessi dal PNRR serve andare oltre alle schermaglie politiche e lavorare per il bene della comunità.
👉🏻 La riflessione sui contenuti dovrebbe svilupparsi tenendo conto di più fattori ed esigenze, dalle proposte degli atenei, al tessuto economico sociale del nostro territorio fino al punto di vista delle nostre scuole superiori. L’amministrazione comunale può portare la visione strategica e farsi facilitatore tra tutti questi soggetti. Senza dimenticare l’interazione con il mondo della formazione terziaria, con l’ITS che sfruttando anche i nuovi spazi potrebbe ampliare la sua proposta a settori energetici e di sostenibilità in modo da dialogare con le proposte universitarie, pur mantenendo la propria specificità.
👉🏻 Mobilità e servizi dovranno andare di pari passo, pensando necessariamente alla città dei quindici minuti, sostenendo la mobilità leggera e connettendo servizi nuovi e vecchi, servirà prevedere ad esempio uno spazio mensa nei nuovi spazi del centro galvani o altrove.
👉🏻Infine, l’annosa questione abitativa, per la quale non è sufficiente prevedere piccole agevolazioni fiscali ai proprietari ma sarà necessario liberare spazi inutilizzati, per il censimento dei quali ci sono state diverse nostre proposte a più riprese, ricordando che questo aspetto non può essere pensato solo in ottica di appartamenti universitari ma in una più ampia problematica sociale.
Francesco Saitta